giovedì 19 novembre 2009
domenica 15 novembre 2009
martedì 13 ottobre 2009
Alla Disney ci ripensano

“Oh, my God!” è il titolo di una nuova sitcom spagnola, tipo “Camera cafè”. “Egli ci ha sempre osservato – si legge nella brochure -. Ora siamo noi ad osservare Lui. Ecco la commedia che rivela la vita quotidiana di Dio, Gesù, la Vergine, Lucifero…”. Il Padreterno veste magliette personalizzate con scritte come: “L’ho fatto io?”, oppure “I love Me”, Gesù è raffigurato come un bamboccione un po’ tonto mentre la Madonna lancia gridolini sciocchi e Lucifero spia le coppiette dall’alto. Il prodotto è stato presentato la scorsa settimana al MipCom di Cannes (dal 5 al 9 ottobre, il più grande mercato internazionale del mondo della tv) e rappresenta una sorta di emblema di un nuovo accanimento antireligioso di una parte dell’industria dell’intrattenimento mondiale. Ma è anche il segnale della fine di un mito. Dai tempi dell’ormai famoso “lodo Disney” che, nell’America puritana degli anni ’30, indusse ad escludere ogni simbolo religioso dai cartoons, l‘industria dell’intrattenimento si è sempre occupata poco di Dio e dintorni. Ma adesso le cose potrebbero cambiare. Nel male (vedi la sitcom spagnola, ma non solo) come nel bene. A ridosso del Mipcom vero e proprio, la scorsa settimana, si è svolto a Cannes anche il Mip Junior, la fiera della tv per bambini. Si tratta di un giro di affari che sta crescendo ovunque e che fa registrare numeri da capogiro (quest’anno si è festeggiato il ventennale dei Simpsons: solo nel licensing la serie della Fox eprime un fatturato di due miliardi di dollari). L’ospite d’onore del Mip Junior è stato Mahmoud Bouneb, l’executive general manager dei nuovi Al Jazeera Children’s Channel (100 milioni di dollari di investimento da parte del Qatar). “La religione non interessa al nostro pubblico di bambini – ha detto Bouneb -. Dobbiamo tenere fuori la religione dai canali per minori. Abbiamo una visione globale e produciamo contenuti che vanno bene per tutte le latitudini”. Poi, per mitigare il tiro, ha aggiunto: “Content is not only about money; it’s also about social responsibility”. Come a dire, non siamo qui per il business ma per il bene dei bambini. Come se la religione, in altre parole, fosse contraria agli interessi dell’infanzia. Nel 2006 il richiamo commerciale della serie australiana “Popetown”, una presa in giro volgarmente pesante del Papa e del Vaticano, diceva: “The banned TV series they didn't want you to see!”. Intanto però la serie “proibita” che “loro non vogliono farvi vedere” è ormai giunta alla seconda stagione ed è stata presentata, in alta definizione, al Mip Junior di quest’anno. La distribuzione internazionale è stata affidata ad una società che si chiama “I love television” (sic!). Nel data base degli oltre mille nuovi programmi per bambini e ragazzi del Mip Junior di quest’anno comunque e come al solito si parla poco di religione. C’è però un prete e rappresenta un modello negativo. Si tratta del sacerdote di una piccola chiesetta del cartone pseudo-ecologista “The legend of the Christmas Tree” prodotto dalla casa di produzione del Quebec “10th Ave Productions”: poco concentrato sui Sacramenti, il prete vuole allargare la cubatura della chiesetta a scapito degli imponenti e animati alberi che vivono, parlano e agiscono nel cortile parrocchiale. Un paio di società italiane, Lux Vide e Mondo Tv, e la tedesca Beta Film, però stanno cercando di andare controtendenza. La società di Ettore Bernabei ha aperto una piccola divisione operativa per produrre nei settori del cinema theatrical, dei format per la tv e, soprattutto, dell’animazione. Guidata da Luca Bernabei e coordinata da Saverio D’Ercole, entrambi a Cannes la scorsa settimana, la nuova divisione della Lux sta cercando di capire come entrare anche nella produzione di contenuti per le televisioni riservate ai più piccoli e ha recentemente acquistato per la distribuzione in Italia un film messicano pro-life, “Bella” di Alejandro Gomez Monteverde, già in lista di attesa per essere programmato dalla Rai e per essere poi distribuito in homevideo con il supporto del Movimento per la Vita di Carlo Casini. A Cannes intanto, Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade, ha annunciato di aver venduto la fiction “Sant’Agostino” della Lux (presentata un mese fa al Papa) anche in Sud America. Con un mega stand nel Palais sulla Croisette, la MondoTv guidata da Guglielmo Marchetti, ha presentato la risposta “cattolica” alle fatine Winx della Rainbow di Iginio Straffi. Si tratta di “Angel’s friend”. Con un occhio al look adolescenziale e con una strategia di presidio del merchandising degli accessori (“Hello Kitty” ha fatto scuola), la nuova serie di cartoni animati di MondoTv riporta l’attenzione del pubblico dei minori su alcune parole chiave della religione cattolica: angeli, diavoli, bene, male, redenzione. In onda su Italia 1 a partire dal 12 ottobre, il programma è stato scritto e disegnato per una ben più ampia distribuzione internazionale. La Beta di Jan Mojto invece ha presentato un cartone animato, “Chi Rho – The secret”, che racconta il viaggio nel tempo di un paio di ragazzi di oggi nell’epoca del Vecchio Testamento. Devono lottare contro chi vuole scardinare le basi stesse del cristianesimo. Appunto. Il 15 ottobre intanto arriva nelle sale italiane il nuovo film della Disney “Up”. Dopo l’exploit della visione etica di “Wall-E”, anche alla Disney, ormai controllata dalla Pixar, sembrano averci ripensato. Forse è finito il tempo del “lodo” antireligioso voluto dal vecchio Walt. Nel bene e nel male.
Su Il foglio del 13 ottobre 2009
La foto è di Barry Michlin
domenica 13 settembre 2009
Mostra tricolore

“Il cinema italiano ha brillato a Venezia ed è sorprendente che se ne
sia parlato tutto sommato così poco”. Andrea Piersanti, ex presidente
dell’Istituto Luce e dell’Ente dello Spettacolo, animatore del premio
“Astrei pro-life” del Family Festival e del Movimento per la Vita, in
predicato per andare a dirigere il nuovo festival del cinema religioso
inventato da Sgarbi a Salemi, traccia un bilancio della 66ma Mostra
del Cinema di Venezia. “Paradossalmente non è stata una mostra “rossa”
– ha detto Piersanti all’Adn Kronos -. Nonostante Chavez, Michael
Moore e i comizi di Placido sul ’68. Semmai è stato un festival
tricolore. Mai come quest’anno il cinema italiano ha sorpreso per
qualità e freschezza. Dal kolossal epico di Tornatore alle splendide
opere prime proposte da Rai Cinema. Una vera primavera del nostro
cinema. Sarebbe un peccato che non ci scappasse almeno un Leone”.
E la politica? “A Venezia si sono toccati i due estremi. Da una parte
il grande clamore intorno alla presenza di Chavez e ai proclami
antiberlusconiani di Michael Moore. Dall’altra il Consiglio d’Europa
che proprio qui a Venezia ha voluto invece presentare un concorso per
gli utenti di Youtube destinato a promuovere una nuova cultura di
rispetto per le donne e per dire basta alle violenze domestiche.
L’iniziativa ideata e promossa dall’On. Bergamini è la dimostrazione
che esiste uno spazio per la politica nel mondo del cinema a patto
però che la politica abbia la volontà e la determinazione per
stabilire una vera alleanza con cineasti e produttori in nome degli
interessi concreti delle persone. La pronta risposta che non solo la
direzione del cinema del Ministero, ma anche la Biennale, Cinecittà e
il Centro Sperimentale di Cinematografia hanno voluto dare all’invito
della Bergamini, dice molto della necessità di un nuovo patto fra
cultura e politica in nome della concretezza”.
Il cinema italiano? “Fantastico. Sono rimasto colpito in modo
particolare dalla proposta complessiva di Rai Cinema. Impressionante
per quantità e qualità. Rai Cinema ha portato a Venezia nuovi autori e
nuove idee. Basti pensare alla bellissima opera prima “Dieci inverni”.
Se ritenevamo che le giovani generazioni potessero essere raccontate
solo dalla cifra narrativa dei Muccino o dei Moccia, “Dieci inverni”
ci ha restituito il sorriso”.
E i valori? “Il premio Astrei è andato a “Lo spazio bianco” della
Comencini. Bellissimo. Un occasione inaspettata di dialogo fra laici e
cattolici sul tema della vita. Sono rimasto però colpito anche dal
coraggio del Luce che ha voluto portare qui a Venezia, fra gli altri,
un film come “Lourdes”. Laico e duro nei confronti della fede mariana
di milioni di persone in tutto il mondo. Ma interessante come analisi
del fenomeno sociologico e straordinario nella realizzazione
cinematografica”.
Il Leone? “Dovrebbe andare ad un italiano. È ovvio. Il mio preferito
rimane Tornatore. Un grandissimo regista in grado di competere con
Hollywood sul territorio non facile dei film ad alto budget con il
valore aggiunto della poesia e dell’impegno morale. Ma sarei felice
anche di un riconoscimento alla Buy. Fosse solo per premiare la
qualità del nuovo impegno di Rai Cinema”.
Il confronto con il resto del mondo? “Variety ha definito un
capolavoro il film di Guadagnino “Io sono l’amore” con Tilda Swinton.
È un segnale interessante. Rai Trade, che è ormai l’unico grande
distributore internazionale del cinema italiano, ha in catalogo pronti
per essere venduti a Cannes, Toronto, Santa Monica, Berlino, alcuni
film importanti di Venezia 66 ma anche alcuni documentari molto belli.
Come quello che Pappi Corsicato ha voluto dedicare ad Armando Testa e
che ha già vinto il Pasinetti come migliore documentario della Mostra.
I documentari sono stati l’altra grande novità di questa mostra. Il
presidente di Doc.It, l’associazione dei documentaristi indipendenti,
dice che la moltiplicazione dei documentari è il segnale di una brutta
crisi della società civile. Pochi soldi e molta voglia di raccontare
il disagio. Io non sono d’accordo. Una cinematografia che è in grado
di sviluppare una documentaristica di qualità è un’industria sana”.
lunedì 29 giugno 2009
Arriva il Fiuggi Family Festival
domenica 10 maggio 2009
Ciao Gianni

Il 1 maggio 2009 è mancato al mondo terreno Gianni Astrei, ideatore e fondatore del Fiuggi Family Festival, un testimone delle virtù familiari. Saggio, intelligente, lungimirante, entusiasta, sempre pronto all’incoraggiamento, sostenitore dei valori legati alla vita e alla famiglia, autore insieme alla moglie di libri di grande successo: Gianni, medico pediatra, ex sindaco di Alatri, co-fondatore del Movimento per la Vita, consigliere del Forum delle Associazioni Familiari e presidente del Fiuggi Family Festival.
Venerdì primo maggio Gianni Astrei, insieme al fratello e un amico stava salendo lungo un sentiero verso il monte Rotonaria, nella zona degli Ernici. Quando era quasi al Passo delle Penne, ha messo un piede in fallo ed è scivolato, colpendo la testa ed altri parti del corpo. L'elisoccorso è arrivato subito nella zona, Gianni è stato recuperato ma a causa delle ferite riportate è morto durante il trasporto. La notizia della sua morte, ha suscitato sentimenti di sgomento e incredulità nelle tantissime persone che lo conoscevano e che lo stimavano. Lascia la moglie Antonella, i figli Angelo, Giorgio, Francesca, Maria Michela, e noi amici e collaboratori che grazie a lui abbiamo potuto realizzare un progetto così ambizioso ma ricco di valori.
Commosso, Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, ha commentato: “Una grossa perdita, lascia un grande vuoto, ma anche una preziosa eredità che non va dispersa, come il Fiuggi Family Festival”.
La presidenza dell’associazione Nazionale Famiglie Numerose ha scritto di Astrei: “…grande comunicatore, uomo di rete e di contatti, con il suo lavoro stava regalando al nostro Paese la possibilità di avere una televisione, un cinema, un sistema di media a misura di famiglia. Il Fiuggi Family Festival – continua l'associazione –, la sua attività nella commissione mass media del Forum di cui era presidente erano la realizzazione di un sogno: rimettere al centro la famiglia, la Vita, i bambini. I bambini che tanto amava e rispettava, a partire dai suoi figli, uno spettacolo di cui non si stancava mai. Ma le vie del Signore sono ben altre, non ci è dato capirle. E in momenti come questi ci sfuggono ancora di più. Ma siamo certi che il lavoro di Gianni non andrà sprecato e porterà i buoni frutti a cui è destinato, per le famiglie, i bambini, la vita”.
Il suo esempio ci guiderà nella vita e nell'organizzazione della seconda edizione della sua creatura, per lui e soprattutto ancora con lui.
Tutto lo staff del festival
