lunedì 25 febbraio 2008

Cronache marziane: Veltroni licenzia Prodi


Il pianeta rosso di Veltroni è gelido. Altro che Di Pietro! Altro che il disastroso ingresso della Bonino e la pronta reazione della Binetti ("È un calcio nei denti ai cattolici del PD"). Il vero problema per Veltroni è che deve licenziare Prodi ma non sa come dirglielo. Il premier uscente infatti è la vera zavorra che impedisce al progetto politico di rimonta di Veltroni di prendere il volo. Con Prodi alle spalle, come presidente del partito, Veltroni non sa che pesci prendere. "Si parla troppo di forma dei partiti e poco della sostanza dei problemi", ha detto con un sorriso di sufficienza la Bindi. Infatti! La sostanza dei problemi politici che Veltroni si porta dietro pesa come un macigno. È evidente che non ne voglia parlare. Gli scenari sono inquietanti. Nel caso di una sua vittoria politica, Veltroni dovrebbe andare a Palazzo Chigi a governare e dovrebbe lasciare la guida del nuovo partito proprio a Prodi. Le immagini che ne conseguono sono da incubo. Almeno per Veltroni. Prima scenetta: trattativa con il capo del PDL Belusconi. A guidare la delegazione dei Democratici c'è Prodi. Una catastrofe. Seconda scenetta: trattativa interna per sedare il fuoco d'artificio fra la Bonino e la Binetti. Prodi conduce la mediazione. Un prevedibile disastro. Terza scenetta: Di Pietro dà i numeri (come al solito). A discutere con gli ex dell'Italia dei Valori va Prodi. Un macello già visto. Quarta scenetta: la sinistra estrema guidata da Bertinotti chiede di essere ascoltata e inscena clamorose quanto scontate proteste. A sedare gli animi dei comunisti scende Prodi. Da schiantare dal ridere.
C'è però anche l'altra ipotesi. Più concreta. Berlusconi vince e Veltroni deve tornare sui banchi dell'opposizione. Si inizia a discutere delle cariche istituzionali e Veltroni, non avendolo licenziato per tempo, è costretto a proporre proprio il nome di Prodi. Gli sghignazzi si sentirebbero fino in Australia.
Terza ipotesi: i due partitoni pareggiano e Veltroni è costretto a chiedere il voto dei neo centristi, compreso quello di Mastella, magari con un appoggio esterno di Bertinotti. A chi il compito di organizzare il tavolo delle trattative per conto di Veltroni se non al presidente dei Piddini, il buono e vecchio Prodi? Solo che Veltroni ha i brividi che gli corrono dietro la schiena. Lo schieramento, alla fine, sarebbe identico a quello del Governo uscente e, a ricordarglielo ogni giorno sarebbe proprio il sorriso sdentato e vagamente iettatorio del presidente del suo stesso partito.
Anche per concordare un nuovo e delicato gioco di relazioni con il Vaticano Veltroni sarebbe costretto a portarsi dietro l'ingombrante faccione di Romano. Facile immaginare l'espressione di Bertone nel momento in cui si ritrovasse costretto a stringere la mano di colui che aveva provato a legiferare sulle coppie di fatto, che aveva stretto alleanze più o meno coatte con rifondaroli e centri sociali di tutt'Italia e che aveva guidato la grande offensiva anticlericale del giornale-amico "La Repubblica".
C'è infine la quarta ipotesi: la grande alleanza fra Berlusconi e Veltroni. E Prodi? Dove lo metterebbero? In cantina?
Insomma Veltroni non ha scelta. Deve licenziare Prodi. Forse sarà questo uno degli annunciati colpi a sorpresa della campagna elettorale. Durante la sua prima uscita tv a Porta a Porta, il sorridente Veltroni infatti ha avuto un solo attimo di esitazione. È stato quando gli hanno chiesto se si sarebbe portato dietro Prodi ai comizi elettorali. Si è agitato sulla poltroncina, ha balbettato qualcosa e sulle labbra tirate gli si è formato, involontariamente, il tic lessicale che gli è più proprio: "ma anche no".

sabato 23 febbraio 2008

Scegliere la tv è possibile.


Giuliano Ferrara (con il suo "Otto e mezzo") c'è nel piccolo elenco della migliore televisione dell'anno compilato da Armando Fumagalli e Chiara Toffoletto nel libro "Scegliere la tv" edito da Ares. "È incorso una battaglia sul modello di famiglia verso cui vuole orientarsi la società – spiega Fumagalli -. Su molti temi etico-sociali importanti (diffusione delle armi, lotta alla disoccupazione e alla povertà, strategie per lo sviluppo economico, tutela della privacy e delle libertà individuali, inquinamento ecc.) sono rappresentate in Tv le varie posizioni; su altri temi etici sensibili (rapporti sessuali pre- o extra-matrimoniali, valutazione morale delle relazioni omosessuali, eutanasia, fecondazione artificiale) c'è invece una sorta di unanimismo assolutizzante, che va dalle dichiarazioni delle soubrette fino al telefilm americano, passando attraverso praticamente tutti i salotti televisivi, che sono la multiforme espressione del pensiero unico dominante. Il solo che ha il coraggio di ospitare posizioni diverse è Giuliano Ferrara". Fumagalli è docente di Semiotica e Direttore del Master in Scrittura e produzione per la fiction e il cinema presso l'Università Cattolica di Milano. La coautrice del libro, Chiara Toffoletto, lavora come story analyst per la casa di produzione televisiva Lux vide e collabora allo stessoMaster. Insieme con un team di giovani professionisti del settore, formatisi presso l'Università Cattolica, hanno analizzato più di 8.000 ore di tv. Ne è uscita una mappa per scovare i programmi da non perdere e quelli da evitare. "Ma questo non è un libro di critica tv", avvertono. "Il nostro obiettivo è di offrire uno strumento nelle mani dei telespettatori, per aiutare a discernere se c'è qualcosa che vale la pena vedere, quali sono i modelli di vita proposti, quali sono i valori di cui i programmi televisivi coscientemente o incoscientemente si fanno portatori". Circa 130 schede di programmi televisivi per scoprire che "la tv non è tutta da buttare". Fumagalli è soddisfatto: "Possiamo dire che ci sono programmi interessanti e utili in molti generi televisivi. Ancora una volta questo dimostra che i condizionamenti del mezzo ci sono e non sono pochi, ma la vera differenza la fa il gusto, la sensibilità, la cultura di chi elabora il programma".

venerdì 25 gennaio 2008

Matrimonio



di Andrea Piersanti


Mano nella mano,
asciutte e nervose.
Mano nella mano,
umide e impacciate.
Come la prima volta.
Mano nella mano.
Forti e sicure
in cerca di qualcosa.
Deboli e sfuggenti
in fuga da tutto.
Mano nella mano,
giorno dopo giorno.
Mano nella mano,
nella folla immensa
di un mondo infinito,
grande e spaventoso.
Mano nella mano.
Sostegno ad una lacrima
o alla speranza di un sorriso.
Mano nella mano,
con la paura sottile
che improvvisamente,
mano nella mano,
rimanga il vuoto
e il rimpianto struggente
dell’abbraccio caldo
di quelle dita amate
intrecciate strette.
Mano nella mano.
(ad una amica)

lunedì 14 gennaio 2008

Un sogno...

... per realizzare un sogno!

mercoledì 26 dicembre 2007

Il ballo dei panini: buon 2008 a tutti!

Je ne regrette rien

Non! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !
Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien...
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé!
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !

Balayés les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro ...

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette nen ...
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien ...
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !
Ad uso dei non francofoni una traduzione improvvisata: No, niente di niente No, non rimpiango nulla Nè il bene che mi hanno fatto nè il male. Mi va tutto bene ugualmente No niente di niente No non rimpiango nulla E' pagato, spazzato via, dimenticatoMe ne frego del passato. Con i miei ricordi ho acceso un fuoco. I miei dispiaceri, i miei piaceri. Non ho bisogno di essi. Ho spazzato via gli amori con tutti i loro tremolii spazzati via per sempre. Riparto da zero. No, niente di niente. No, non rimpiango nulla. Nè il bene che mi hanno fatto nè il male. Mi va tutto bene ugualmente. No, niente di niente No, non rimpiango nulla perchè la mia vita, perchè le mie gioie Oggi cominciano con te.