domenica 10 maggio 2009

Ciao Gianni


Il 1 maggio 2009 è mancato al mondo terreno Gianni Astrei, ideatore e fondatore del Fiuggi Family Festival, un testimone delle virtù familiari. Saggio, intelligente, lungimirante, entusiasta, sempre pronto all’incoraggiamento, sostenitore dei valori legati alla vita e alla famiglia, autore insieme alla moglie di libri di grande successo: Gianni, medico pediatra, ex sindaco di Alatri, co-fondatore del Movimento per la Vita, consigliere del Forum delle Associazioni Familiari e presidente del Fiuggi Family Festival.

Venerdì primo maggio Gianni Astrei, insieme al fratello e un amico stava salendo lungo un sentiero verso il monte Rotonaria, nella zona degli Ernici. Quando era quasi al Passo delle Penne, ha messo un piede in fallo ed è scivolato, colpendo la testa ed altri parti del corpo. L'elisoccorso è arrivato subito nella zona, Gianni è stato recuperato ma a causa delle ferite riportate è morto durante il trasporto. La notizia della sua morte, ha suscitato sentimenti di sgomento e incredulità nelle tantissime persone che lo conoscevano e che lo stimavano. Lascia la moglie Antonella, i figli Angelo, Giorgio, Francesca, Maria Michela, e noi amici e collaboratori che grazie a lui abbiamo potuto realizzare un progetto così ambizioso ma ricco di valori.

Commosso, Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, ha commentato: “Una grossa perdita, lascia un grande vuoto, ma anche una preziosa eredità che non va dispersa, come il Fiuggi Family Festival”.

La presidenza dell’associazione Nazionale Famiglie Numerose ha scritto di Astrei: “…grande comunicatore, uomo di rete e di contatti, con il suo lavoro stava regalando al nostro Paese la possibilità di avere una televisione, un cinema, un sistema di media a misura di famiglia. Il Fiuggi Family Festival – continua l'associazione –, la sua attività nella commissione mass media del Forum di cui era presidente erano la realizzazione di un sogno: rimettere al centro la famiglia, la Vita, i bambini. I bambini che tanto amava e rispettava, a partire dai suoi figli, uno spettacolo di cui non si stancava mai. Ma le vie del Signore sono ben altre, non ci è dato capirle. E in momenti come questi ci sfuggono ancora di più. Ma siamo certi che il lavoro di Gianni non andrà sprecato e porterà i buoni frutti a cui è destinato, per le famiglie, i bambini, la vita”.

Il suo esempio ci guiderà nella vita e nell'organizzazione della seconda edizione della sua creatura, per lui e soprattutto ancora con lui.

Tutto lo staff del festival

domenica 18 gennaio 2009

Nel club dei cinquantenni


Foto di auguri per il mio cinquantesimo compleanno
inviata dal fotografo (attore, scrittore, ecc.) di Los Angeles
Barry Michlin

Televisione e famiglia

di Andrea Piersanti

La televisione per ragazzi è tornata di moda e, in tutto il mondo, sviluppa business e fatturati crescenti. Peccato che i contenuti sembrino lavati con la varechina. La maggior parte dei programmi per i più piccoli sono privi della visione etica. Famiglia e religione sono valori quasi del tutto scomparsi o, se ci sono, vengono rappresentati in modo atipico e paradossale. Prevale una sorta di rassegnata indifferenza e si è costretti a constatare come il relativismo trovi le sue basi più profonde e radicate proprio nella programmazione televisiva dedicata alla fascia del pubblico che più dovrebbe essere protetta, quella dei bambini. Nonostante qualche rara eccezione, come uno splendido reality svedese, Class of '07 — che sembra scritto per ridare speranza a tutti gli operatori della scuola — i dati generali sulla programmazione lasciano senza fiato. Si tratta di un mercato in crescita, dai conti economici sempre più importanti.
Grazie allo sviluppo incrementale dei canali tematici distribuiti dalle nuove piattaforme satellitari, del digitale terrestre e, ora, anche del web, i genitori in tutto il mondo comprano sempre più volentieri gli speciali abbonamenti delle pay tv con cartoni animati e programmi che dovrebbero essere educativi e di facile intrattenimento.
La televisione baby sitter, con un nuovo vestito tecnologico, è tornata prepotentemente nelle case delle famiglie di mezzo mondo e aumentano i genitori che lasciano al piccolo schermo il compito di intrattenere i loro figli. Con i nuovi canali a pagamento si sentono più garantiti perché la programmazione e la pubblicità sono interamente dedicate al pubblico dei minori. L'offerta di canali per bambini, inoltre, è un forte incentivo per convincere le famiglie ad acquistare pacchetti di abbonamento ai canali satellitari o digitali con contenuti — film e sport — destinati anche ai più grandi. Gli investimenti sono miliardari e anche in Italia l'unico imprenditore riuscito a sfondare nel mercato di Hollywood produce proprio cartoni animati per bambini: si allude a Iginio Straffi, inventore del fenomeno mondiale delle fatine Winx. Al MipCom di Cannes — il più grande mercato di contenuti televisivi e internet del mondo, con una media di settanta miliardi di dollari di transazioni effettuate in ogni edizione — proprio quest'anno è stata aperta, per la prima volta, una speciale sezione dedicata specificamente al mercato della televisione per i più piccoli. Ma quando si entra nel merito dei programmi che vengono trasmessi su questi canali emergono nuovi motivi di preoccupazione. Se i genitori avessero un quadro di insieme, lascerebbero meno volentieri i propri figli da soli davanti al piccolo schermo. Nelle schede descrittive degli oltre millecinquecento programmi prodotti negli ultimi dodici mesi in tutto il mondo, la parola «papà» compare solo in ventuno titoli. «Mamma» quattordici volte. La parola «famiglia» figura solo una volta su dieci (centotrentanove programmi in tutto). La parola «Dio» compare diciotto volte, mai riferita, però, alle religioni monoteiste: si tratta sempre di «gods» (dèi) pagani e mai di «God» (Dio). La parola «religione» compare solo due volte. La Bibbia compare in un unico programma — Le storie bibliche raccontate da un orsetto — e i Vangeli, invece, sono completamente assenti. Gli unici due titoli che abbiano un qualche riferimento esplicito alla religione cattolica sono due cartoni animati: il primo è sulla vita di Giovanni Paolo ii, il secondo invece è una satira inaccettabile sul Vaticano e sulla Curia che ha già creato qualche motivo di imbarazzo. Neanche la nuova frontiera di internet sfugge alla generale fuga dai valori. I nostri figli passano ore davanti allo schermo del computer, ma le offerte delle major, nei nuovi siti community rivolti al pubblico dei nuovi adolescenti, sono deludenti. L'interattività del mezzo è usata per vestire bambole virtuali o per comprare inutili gadget immateriali in una misera simulazione del sistema consumistico imperante. Sembra veramente uno spreco: un enorme potenziale tecnologico per un uso così miope. L'orizzonte, almeno quest'anno, è stato peraltro rischiarato da un programma svedese che pare fatto apposta per piacere a chi insegna nella scuola. Si chiama — come si è detto — Class of '07 ed è un reality show atipico dove nessuno corre il rischio di essere eliminato. Anzi, al contrario, i concorrenti puntano — sono costretti a puntare — al gioco di squadra e si vince solo tutti insieme. Il formato è semplice, ma rivoluzionario.
Il programma è ambientato nella scuola secondaria svedese. I migliori insegnanti del sistema scolastico nazionale vengono chiamati a prendere in cura le peggiori classi liceali del Paese. L'obiettivo è fare in modo che possano diventare, nello spazio di un anno scolastico, le migliori classi dell'intera Svezia. Si tratta di un'idea molto forte. Quando si parla di scuola da noi prevale il pessimismo. È rimasto scolpito nei cuori di docenti e operatori il lamento pronunciato dall'attore Silvio Orlando — premiato di recente a Venezia con la Coppa Volpi per Il papà di Giovanna di Pupi Avati — nel film La scuola di Daniele Luchetti (1995). «Astariti non c'ha i capelli tagliati alla mohicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano — dice sconsolato il professore. Astariti è pulito, perfetto. Interrogato, si dispone a lato della cattedra senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause: tutto quello che mi è uscito di bocca, tutto il fedele riflesso di un anno di lavoro! Alla fine gli metto 8, ma vorrei tagliarmi la gola! Astariti è la dimostrazione vivente che la scuola funziona con chi non ne ha bisogno!».
Il nuovo reality tv show inventato dagli svedesi smentisce questa prospettiva. Con l'aiuto di professori capaci e motivati, nonché di strumenti didattici adeguati, perfino i «casi disperati» possono aspirare a un ottimo rendimento scolastico. Si tratta di un'idea che potrebbe rompere il fronte compatto del disfattismo. Di fronte al dilagare del bullismo scolastico e dell'anoressia didattica di molti giovani, allarghiamo le braccia e diciamo che non c'è niente da fare. Si tratta, dice il reality svedese, solo di un'inerzia da superare. In altri Paesi i programmi dedicati agli adolescenti invece comunicano ancora messaggi sconcertanti.
Emergono di nuovo con forza il fatalismo e la rassegnazione. Fanno impressione, in tal senso, due programmi della televisione inglese. Nel Regno Unito i problemi comportamentali degli adolescenti sono in aumento: alcolismo precoce, uso e abuso di droghe, delinquenza minorile. In televisione sono così nati due programmi figli della pedagogia della disperazione, per usare un'espressione del cardinale Bagnasco. Nel primo gli adolescenti più «cattivi» vengono mandati, per un po' di tempo, presso alcune severe famiglie di lingua e di cultura diverse, in Africa o in Asia. Nell'altro finiscono addirittura in prigione per qualche settimana. Un taglio editoriale tragico, ben diverso da quello del bel programma della televisione svedese. Eppure solo la speranza, unita a una seria volontà di costruire, potranno restituire la fiducia nel futuro alle nuove generazioni.

(Pubblicato su "L'Osservatore Romano", 16 gennaio 2009)

martedì 23 dicembre 2008

Auguri!

Con l'augurio che ognuno possa stare accanto a chi ama (e a chi non ama!). Buon Natale!

domenica 21 dicembre 2008

domenica 23 novembre 2008

domenica 26 ottobre 2008